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Send Money: inviare e ricevere soldi online su Facebook

paypal sendmoney facebook appChiedere e prestare denaro senza rivolgersi alle banche da oggi è possibile tramite Facebook.

L’applicazione Facebook Send Money si appoggia al sistema di pagamento PayPal, che attinge ad un conto bancario collegato per le transazioni finanziarie.

Cosa serve?
L’account sul più popolare social network, un indirizzo di posta elettronica per ottenere e offrire denaro vero ed un account PayPal.

Alla base del servizio c’è il sistema peer-to-peer ovvero lo scambio semplice e diretto fra due utenti e senza alcuna intermediazione.
Le prospettive di successo sono interessanti: l’ipotesi di Send Money si basa sul fatto che gli utenti iscritti a Facebook sono diverse centinaia di milioni e, in più, perché circa l’80% dei sottoscrittori del servizio PayPal ha attivato un profilo personale sul social network.

Il sistema di pagamento funziona oggi in 65 nazioni tra cui anche quelle della zona euro.

Uno dei punti critici dei servizi finanziari, le commissioni, sembrano essere ridotte veramente al minimo: 30 centesimi di dollaro. Tuttavia, utilizzando un carta
differente, la somma sale al 2,9% dell’importo oggetto del prestito.

Non si tratta della prima iniziativa in assoluto.
C’è il precedente di Zopa che ha recentemente ottenuto il via libera della Banca d’Italia a operare come istituto di pagamento senza l’intermediazione di banche o finanziarie. Quali saranno le conseguenze per il social marketing e le promozioni aziendali?

Per maggiori informazioni: Send Money.

Groupon sbarca in Borsa: il secondo debutto per valore dopo Google

Groupon ha debuttato in Borsa a New York con il simbolo GRPN e con un balzo di oltre il 50%.
Alla vigilia ha aumentato il prezzo a 20 dollari, da una forchetta tra 16-18 dollari.
È una decisione presa dopo la pioggia di sottoscrizioni che ha superato di dieci volte l’offerta disponibile.
Il titolo ha raggiunto una valutazione di 12,6 miliardi dollari: diventando il secondo sbarco più grande di una internet company dopo la quotazione di Google dieci anni fa.

Groupon abilita la vendita di tagliandi promozionali su internet, segnalati come “offerte del giorno” (daily deal) attraverso un messaggio quotidiano che arriva sulla posta elettronica. Per esempio, se gli utenti comprano il “coupon” di un ristorante ricevono uno sconto.
A fare la differenza è stata soprattutto l’intuizione di puntare sugli acquisti in gruppo nelle città, attraverso accordi con le attività commerciali locali.
Tre anni fa è partito da Chicago per espandersi prima negli Stati Uniti e poi in Europa, Asia e America Latina. A fondarlo è stato un giovane imprenditore, Andrew Mason: al primo tentativo aveva fallito con il lancio di un sito di ecommerce.
Ma alla seconda chance ha trovato la strada per crescere e ha visto decollare i suoi utenti.
E a 30 anni può diventare milionario dopo la quotazione in Borsa. Secondo le stime di Bia/Kelsey il mercato dei “dealy deals” ha raggiunto 873 milioni di dollari l’anno scorso.

Quali gli sviluppi dei prossimi mesi. Soprattutto all’estero si moltiplicano cloni che hanno replicato la piattaforma per coupon digitali.
Inoltre le attività commerciali locali aderenti alle promozioni sono alla ricerca di strategie per incoraggiare i clienti a tornare dopo aver acquistato i tagliandi.
Groupon deve affrontare anche la competizione con colossi di internet come Facebook e Amazon negli Stati Uniti, mentre Google ha accelerato il passo nei “daily deal” accessibili da cellulari con il varo di Offers su Android.
Ma nei prossimi mesi sono attese al primo ingresso sui listini altre internet company, a partire dalla software house di videogiochi Zynga e da Facebook.